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La vera essenza dell’essere umano è avere un cuore buono. Ci
sono altre qualità acquisibili con l’educazione, con il sapere, ma ciò
che conta per diventare un vero essere umano e dare un senso
compiuto alla propria esistenza è avere un cuore buono.

[XIV Dalai Lama]


Dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fiori

[Fabrizio de Andrè]


Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, ne valorizzano ogni singola crepa
attraverso un procedimento sofisticato che prende il nome di “tecnica Kintsugi“
che prevede la riparazione di vasellame rotto,
attraverso l’unione dei cocci con della resina (che fa da collante) mista a oro, argento o platino.

ecco un vaso riparato con la tecnica Kintsugi

Il significato di questa tecnica diventata ormai arte è davvero profondo.
Secondo i Giapponesi infatti, il vaso rotto e riparato con quelle deliziose venature dorate
che sono il risultato dell’unione dei pezzi frantumati, starebbe a significare la vita ed i cambiamenti che essa porta con sé.
La vita in effetti, non è mai lineare ma anzi presenta sempre delle spaccature, delle scissioni,
che ci portano a compiere nuove scelte e ad intraprendere nuovi percorsi.
E proprio come spesso noi siamo orgogliosi di aver superato con successo delle impreviste difficoltà,
così anche il vaso è fiero di mostrare i segni di ciò che ha superato con fatica.

Se mentre noi europei diciamo “un vaso rotto non sarà mai come prima”
per dire che quando spezzi un legame non riavrai mai più ciò che c’era prima,
i Giapponesi dicono “un vaso rotto sarà più bello di prima”, perché saprà di vissuto,
proprio come un legame spezzato e rinsaldato con più forza.
Diciamo che si tratta di una filosofia ben più ottimistica della nostra…

Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente.

E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione

La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna.

Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi,
è una parte del grande viaggio.
Il dolore entra nella tua vita, molto spesso all’improvviso,
a volte lentamente… Poi esce e ti lascia cambiato.
A volte ti lascia più saggio a volte più forte.
In entrambe i casi, il dolore lascia il segno.

Nella cultura orientale le cicatrici restituiscono valore all’oggetto, lo rendono unico.
In Occidente una cosa o è intatta o è rotta.
E se è rotta o è possibile ripararla come se non fosse mai successo nulla oppure non vale la pena tenerla.
Meglio una nuova.

Ma tra integrità e rottura c’è la ricomposizione,
c’è l’idea che dall’imperfezione possa nascere una forma maggiore di perfezione, estetica e interiore.

«Tra la partenza e il traguardo, nel mezzo c’è tutto il resto.
E tutto il resto è giorno dopo giorno.
E giorno dopo giorno è, silenziosamente, costruire.
E costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione».

I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa – e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.

Ecco un’altra magnifica foto che ritrae un vasetto rifinito in oro

Christy Bartlett, esperto di cultura orientale, parla così di questa tecnica: “Non solo non c’è alcun tentativo

di nascondere il danno, ma anzi la riparazione del vaso viene letteralmente illuminata di una nuova luce.

Le vicissitudini dell’esistenza in effetti, sono messe in risalto proprio grazie alle rotture che esse comportano.”