MEDIATORE FAMILIARE   A.E.Me.F.

Registro Mediatori Familiari
Norma UNI 11644

Il mediatore familiare è un professionista esperto nella gestione dei conflitti e in problemi di coppia con specifica preparazione giuridica del diritto di famiglia.

E’ imparziale e non da giudizi, garantisce segreto professionale.   Interviene nel momento della separazione, quando il dialogo diventa difficile o impossibile, per aiutare i genitori a gestire il dolore e la confusione, ripristinare la comunicazione per poter decidere cosa fare: ricostituire la famiglia o separarsi. Nel caso della separazione il mediatore aiuta i genitori a

TROVARE UN ACCORDO (non un compromesso) FUNZIONALE,
SODDISFACENTE e DURATURO PER SE STESSI e per il BENESSERE dei FIGLI.

Obiettivi della mediazione:

*SOSTENERE e ACCOMPAGNARE entrambi i genitori nell’elaborazione della rabbia, del dolore, del tradimento e dell’eventuale senso di colpa e/o fallimento che stanno vivendo e ricostruire la comunicazione

*AIUTARE I GENITORI a comprendere e gestire il dolore, la rabbia e la depressione dei figli e a separarsi bene evitando litigi e ripicche personali

*AIUTARE GLI EX CONIUGI A RIMANERE GENITORI anche dopo la separazione esercitando al meglio l’affido condiviso

*GESTIRE problemi concreti come: comunicare ai figli la separazione, affidamento dei figli, orari e giorni in cui occuparsi dei figli in base agli orari di lavoro dei genitori, scelte educative, eventuali aiuti da parte dei nonni, assegno di mantenimento, spese extra, eventuali nuovi compagni dei genitori, vacanze, assegnazione casa coniugale, ecc.

La mediazione familiare è un percorso alternativo alla via giudiziaria.

La mediazione non sostituisce l’avvocato al quale spetterà inserire nelle pratiche di separazione l’accordo raggiunto.

LA MEDIAZIONE E’ L’ALTERNATIVA AL CONFLITTO,

PERCHE’ LO SCONTRO POSSA DIVENTARE INCONTRO

E SI POSSA VINCERE INSIEME


In seguito all’evento separativo, il minore, se immerso in un contesto conflittuale, può maturare la convinzione di essere stato abbandonato dal genitore che fisicamente si allontana. Normalmente si tratta del padre, almeno in Italia. La certezza dell’amore paterno e’ fondamentale per lo sviluppo psicofisico del bambino. Ancor di più per la sua stabilità emotiva. I minori che maturano, infatti, l’idea di essere rifiutati dalla figura paterna tendono a sentirsi insicuri e ansiosi. Le zone del cervello che vengono sollecitate sono le stesse che si attivano durante l’esperienza del dolore fisico. C’è solo una differenza: il dolore fisico svanisce in tempi brevi; il dolore emotivo, legato al rifiuto, può essere rivissuto più volte, nel corso della vita, con un riverbero non trascurabile sulle relazioni affettive future. Tale consapevolezza dovrebbe motivare ENTRAMBI I GENITORI a trovare una risoluzione al conflitto, in tempi brevi; collaborando, così, realmente alla promozione della CURA del minore. 

Franca Silveri – A.E.Me:F.

Una ricerca su vasta scala, riguardante il potere del rifiuto e dell’accettazione dei genitori nel formare la personalità nei bambini, ha permesso di comprendere che l’amore del padre, al pari di quello della madre, contribuisce molto allo sviluppo di un bambino.(…)

Il messaggio di questa ricerca è che l’amore paterno è fondamentale per lo sviluppo di una persona. L’importanza dell’amore di un padre dovrebbe contribuire a motivare molti uomini ad essere più coinvolti nella promozione della cura del bambino. Inoltre, il riconoscimento dell’influenza dei padri sullo sviluppo della personalità dei propri figli dovrebbe favorire la riduzione dell’incidenza della atavica “colpa della madre” da sempre riconosciuta come totale fautrice dei un cattivo sviluppo psicologico della prole.(…)

State of Mind – Il giornale delle scienze psicologiche

Per i non addetti ai lavori la PAS è l’acronimo di Sindrome da Alienazione Parentale, una controversa dinamica psicologica che, secondo le teorie dello psichiatra statunitense Richard Gardner, si attiverebbe in alcune situazioni di separazione e divorzio conflittuali non adeguatamente mediate.(…) 

Nella PAS, un genitore, solitamente quello affidatario o presso cui il bambino e’ collocato se in regime di affido condiviso, viene alienato dall’altro genitore. Vi e’ una supposta «programmazione» dei figli da parte di un genitore patologico, il cosiddetto alienante, che giunge sino far perdere ai figli il contatto con la realtà degli affetti, e ad esibire astio e disprezzo ingiustificato e continuo verso l’altro genitore, quello alienato per intenderci.(…)

la bigenitorialità è un diritto del bambino, prima ancora che dei genitori.

Articolo consigliato: Alienazione Parentale: Aspetti psicologici di genitori e figli.

È un diritto di tutti i figli che subiscono il divorzio, che hanno timori dell’abbandono e vivono con naturale apprensione il nuovo “schema familiare” secondo il quale mamma e papà non vivono più sotto lo stesso tetto e

non sono più un punto di riferimento costante, sempre a portata di mano.(…)

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2012/10/bambino-di-padova-alienazione-parentale-pas/

State of mind – Il giornale delle scienze psicologiche